'O babbà è 'na cosa seria!
Da bravo (in senso manzoniano, ovviamente) napoletano non posso fare a meno di amare il babà.
Non perché ci sia imposto, intendiamoci, ma perché diventa presto uno dei punti di riferimento, come la pizza, la sfogliatella, il casatiello, la pastiera, il ragù di mammà, la zuppa forte, la padellata "sasicce e friariell" etc, senza contare poi le tradizioni locali e familiari.
Anche apprezzando gli altri dolci, in un vassoio di "piccola pasticceria" (che fortunatamente a casa mia si vedeva molto meno spesso rispetto alle altre famiglie napoletane "tradizionaliste"), il babà è sempre stato per me il primo e l'ultimo: il primo per golosità, quasi da aperitivo per gli altri che lo avrebbero seguito da li a breve e l'ultimo per, come si dice dalle mie parti, "accuncià a vocca".
Non potevo quindi che iniziare a pasticciare con i lievitati se non con il Babà (e la maiuscola se la merita tutta). Gira che ti rigira decido di tentare questa ricetta del buon Adriano Continisio, spiegata bene, passaggio dopo passaggio, e anche se laboriosa non sembra difficile.