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giovedì 16 gennaio 2014

Pasta e Cavolfiore al Gratin

LA PATATA!!!

Ecco, ve lo dico da subito perché già mi immagino le proteste:
X: "Ma il cavolfiore puzza!"
Y: "Peccato, ma io non lo digerisco..."
Z: "Purtroppo mi causa degli orribili episodi di flatulenza".

Basta aggiungere una patata e il cavolfiore si riduce a più miti consigli: aggiunta durante la bollitura del cavolfiore, ne riduce le emissioni pestilenziali e ne aumenta la digeribilità, oltre a ridurre il gonfiore. NON vi aspettate miracoli però eh!?!

Ora, come si dice dalle mie parti, per il cavolfiore, la "morte sua" è con la pasta ammiscata (pasta mista), ma non avendola in casa ho usato delle conchiglie. 

Piccola nota di folklore sulla pasta ammiscata:
Quando ancora la pasta veniva venduta sfusa, il pizzicagnolo giù alla cantonata la riponeva in cassoni di legno e succedeva che, con le continue manipolazioni, una parte si rompesse. Nei cassoni quindi rimanevano i frammenti di pasta ('e minuzzaglie) che il bravo bottegaio ('o casantuoglio) raccoglieva a beneficio di chi non poteva permettersi di  acquistare spaghetti, ziti, candele e quant'altro. La pasta ammiscata diventa così la pasta popolare per eccellenza: nella tradizione napoletana la si trova accompagnata da zucca, patate, cavolfiore, legumi etc. La pasta mista, lungi dall'essere vicina, nella filosofia o nella forma, alla pasta ammiscata, lo è nella sostanza, almeno per chi la pasta la mangia al dente: piccole disparità di consistenza per rendere ogni boccone, lievemente diverso da quello che lo ha preceduto e da quello che seguirà, quasi una sorpresa ad ogni cucchiaiata. A casa dei miei nonni, quando ero ancora ragazzo, era usanza prepararla, anzi farla preparare ai nipoti, si raccoglievano spaghetti, ziti, mafalde e quei piccoli rimasugli di pasta da buste e scatole varie e si tenevano buone le piccole pesti a spezzare la pasta, poco importava che  gli spaghetti cuociono in 8 minuti e i ziti in 10. 'A pasta ammiscata se faceva accussì. E non fatevi fregare dalla pasta mista (formato speciale a prezzo speciale)... Quella cuoce tutta allo stesso modo.

domenica 3 novembre 2013

Seppiolata, ovvero Calamarata con Seppie

La calamarata, per chi non lo sapesse, è un tipo di pasta a forma di anello che prende nome e forma (ma va?) dal calamaro. "La morte sua", come si dice dalle mie parti, è con i calamari, ma la si può abbinare ugualmente bene con altri molluschi cefalopodi quali totani e seppie o anche "allo scoglio", perché no! Calamarata è anche il nome del piatto preparato con questo tipo di pasta e calamari.

La mia personale versione della calamarata ha coinvolto le seppie, perché da bravo pasticcione non avevo calamari, indi la denominazione di "Seppiolata". Orsù, andiamo a cucinare!

Ingredienti per 2 persone:
1 seppia (o calamaro o totano)
1 scalogno
1 spicchio di aglio
una dozzina di pomodori ciliegini scottati oppure mezzo barattolo di pomodorini
200g di pasta tipo calamarata
sale e pepe q.b.
prezzemolo o levistico
olio