mercoledì 18 febbraio 2015

Pasta al Pesto? Si, ma a modo mio!


Se vi state scervellando su cosa preparare per pranzo o cena... benvenuti nel mio stesso club! Gira che ti rigira, chi come me ha la giornata giá piena con il lavoro in ufficio, con tutti i migliori propositi non riesce sempre a trovare la voglia di elaborare un pasto. Il suggerimento che vi do non fará altro che occupare un po' di posto nel vostro frigo per qualche giorno, se volete conservarlo, o portarvi via meno di 5 minuti per preparare un primo piatto dal sapore eccezionale che metterá d'accordo tutti. Come ogni ricetta casareccia non ha dosi ben definite, si va a gusto e a occhio, sentitevi liberi di migliorarla secondo il vostro palato e non dimenticate di farci sapere! Siamo sempre curiosi di quello che ne pensano i nostri amici dopo aver provato le ricette che leggete qui.


Ingredienti per il "pesto":

1 mazzetto di basilico

olio evo
timo fresco
erba cipollina
pecorino grattugiato
mandorle
sale
pepe
buccia di limone grattugiata
un paio di cubetti di ghiaccio
un pizzico di paprika

Altri Ingredienti:
speck
provolone piccante a scaglie
pasta corta, che possa accogliere bene il pesto
1 cucchiaino di doppio concentrato di pomodoro ogni 2 persone

Tutti gli ingredienti per il pesto andranno nel vostro mixer che dovrá essere azionato a pulsazioni fino ad ottenere una crema abbastanza liquida. In una padella successivamente riscalderete dello speck a dadini, senza alcun condimento, fuori dal fuoco aggiungete il pesto, la pasta al dente e le scaglie di provolone. Fate saltare ben bene, in modo da far amalgamare tutto. Impiattate e servite.

Facile e veloce no? Per il sapore, garantisco io ;-)
Gigi

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Panini alla Ricotta


La nostra cara amica Anna Simbula ci ha fatto dono di una ricetta che fa venire l'acquolina solo a guardare la foto! Sono dei panini con un cuore di ricotta, semplici e veloci da preparare quanto gustosi da mangiare! Vi lascio alla ricetta, buon divertimento e buon appetito!

Ingredienti:
600 g.di farina Manitoba

250 g. ricotta di pecora
60 g. di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 bustina di zafferano
2 bustine di lievito secco
50 g. di acqua
160 g. di latte

Procedimento:
Mettere nella planetaria la farina, aggiungere il lievito sciolto nell'acqua, il latte e il sale lavorare bene per un quarto d'ora. Solo alla fine aggiungere la ricotta e lo zafferano lavorare ancora un pochino. Lasciare riposare l'impasto per una mezz'ora. Formare delle palline da 60 g. mettere nel centro della pallina un cucchiaino di ricotta chiudere bene. Posizionare in una teglia ricoperta di carta forno, far lievitare fino al raddoppio. Cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 10- 15 minuti.

Ciao a tutti!

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lunedì 15 dicembre 2014

Le Pasticelle di Natale


Natale in casa Lenzi (no, non è un remake della celebre commedia di Eduardo) non si riesce a festeggiare se non vengono preparate centinaia di "pasticelle" da regalare ad amici e parenti, ma soprattutto da sbranare in famiglia. Da un paio di anni mio suocero Eduardo, (non quello della commedia, un altro) ringrazia di cuore gli ingegneri della Kenwood per aver realizzato (e me per averlo comprato) il passaverdure da montare nella planetaria. Perché fino a qualche anno fa era lui a dover passare a mano chili e chili di castagne lesse. Per tutto il periodo delle feste sembrava Popeye, ma da un braccio solo... poi si sgonfiava e tornava ad avere il regolamentare fisico da ragioniere.

Dovete incominciare almeno un paio di giorni prima per dar modo al ripieno di raffreddarsi e maturare. Mi raccomando!

Ingredienti per 70 Pasticelle circa

Ripieno:
500 g di castagne lesse
500 g di cioccolato fondente
175 g di zucchero
la buccia di 4 mandarini, grattugiata
250-300 ml di caffè (circa 12 tazzine)

Sfoglia:
1.5 kg di farina, io ho usato la Miracolo del Molino Grassi
120 g di zucchero
300 ml di olio d'oliva
150 ml di brandy
400 ml (circa) di vino bianco o vermouth

Lessate le castagne in abbondante acqua fredda, potete usare sia quelle fresche, sbucciate, che quelle secche o anche congelate. Non vi preoccupate della pellicina, verrà via, dopo, con un po' di pazienza. Passatele al passaverdure per avere una purea farinosa, molto sottile quasi impalpabile, motivo per il quale vi sconsiglio mixer e frullatore, Ottenuto lo sfarinato aggiungete la buccia di mandarini, lo zucchero e il cioccolato fuso a bagnomaria e impastate con il caffè caldo per ottenere un impasto morbido e compatto. Lasciate raffreddare, poi sigillate il contenitore e mettete a maturare in frigo.

La sfoglia deve essere preparata al momento, non deve riposare e deve essere conservata, durante la lavorazione in un contenitore ermetico onde evitare che si secchi.
Miscelare la farina con lo zucchero e versare a filo l'olio seguito dal brandy. Aggiungere il vino fino ad ottenere un impasto grezzo e sodo, al tatto deve essere setoso e non duro, ma comunque compatto.
E' arrivato il momento di tirare fuori la sfogliatrice o, se volete, il matterello: sarà un lavoraccio con quest'ultimo, vi avviso! Tutto quello che rimane da fare adesso è di raffinare e sfogliare l'impasto, quindi: stendere, ripiegare, stendere, ripiegare e ancora stendere, ripiegare e stendere fino ad avere una sfoglia liscia dello spessore di 1 mm. Lo spessore può variare secondo il vostro gusto: più spesso si avrà un prodotto finale più morbido, più sottile e aggiungerete la croccantezza alle vostre pasticelle.
Stesa la sfoglia andrebbe poi coppata con l'apposito attrezzo, ma è possibile farlo anche con un tagliapasta rotondo da 10 cm, si deposita al centro una piccola noce di ripieno e si chiude con un un'altra sfoglia, aiutandosi con un po' di albume di uovo, e cercando soprattutto di far uscire tutta l'aria, onde evitare inaspettate "esplosioni" durante la frittura. Secondo tradizione andrebbero decorati con i dentini, che possono essere incisi con un coltellino a punta e ripiegandoli alternati a quelli dritti... guardate le foto che è meglio... Tutti gli scarti possono (e devono) essere reimpastati per tirare fuori altra sfoglia, fino al consumo di tutto il ripieno, a questo punto gli avanzi possono essere interpretati come frappe o anche come struffoli, che, se ben cavati, si gonfieranno a meraviglia.
Friggere poche pasticelle per volta, in olio di semi caldo, ma non fumante e decorare, una volta freddi, con zucchero a velo. Se avete la bocca d'amianto (e lo stomaco pronto a tutto) assaggiatene uno caldo, goduria enorme ma con possibili effetti... ehm... "indesiderati" se ne abusate. :D

Con questa ricetta, io e tutti gli Apprendisti Pasticcioni, vi auguriamo un Buon Natale!


Un grazie sentito a mia suocera Teresa, per la ricetta e per aver speso 2 ore del suo tempo a pasticciare con me (mi ha fregato il grembiule però...)

Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Grassi

domenica 14 dicembre 2014

Pan di Kronos con salsiccia e friarielli

 
E' difficile ricominciare a scrivere dopo tanti mesi di stop, quindi mi scuso se non avrò la verve alla quale vi eravate abituati. Se vi state chiedendo come mai c'è stata questa lunga pausa, beh questo è un altro discorso: impegni lavorativi e casalinghi e dopo alcuni "avvenimenti" poca voglia di dedicarmi al blog. Ma lasciamo da parte questo discorso e dedichiamoci alla ricetta!
Si ricomincia grazie a Valentina Venuti e al Molino Grassi che danno ai foodblogger l'opportunità di provare le loro nuove farine della linea QB.
A me è toccata la Kronos e devo dire la verità... ne sono entusiasta! Ne ho tirato fuori un pane un po' particolare, dal sapore amarognolo come piace ai "mangiafoglie"

Ingredienti:
500 g di farina QB Kronos del Molino Grassi
400 g di acqua
2 g di lievito di birra secco
1 cucchiaino di malto d'orzo
10 g di sale
200 g di pasta di salsiccia
200 g di frijarielli già saltati.

Per prima cosa preparate i frijarielli e la pasta di salsiccia come descritto qui: Pizza Ripiena: Salsicce e Frijarielli e lasciate raffreddare. Nel mentre dedicatevi al pane.

Areate quasi tutta la farina (conservatene un cucchiaio) nella ciotola e versate, mentre la foglia gira, circa 340 ml di acqua. Assicuratevi che tutta la farina sia idratata, fermate l'impastatrice e coprite con un canovaccio. Lasceremo in autolisi per circa 1 ora.
Dalla restante acqua versate 2 dita in un bicchiere e scioglietevi il sale, tenete da parte per ora.
Versate l'acqua che vi è avanzata in una ciotola, scioglietevi il malto e il lievito di birra secco e, mescolando, il cucchiaio di farina tenuto da parte. Sigillate con pellicola e lasciate il tempo al lievito di attivarsi.
Non appena si presenterà della schiuma sulla superficie, il lievitino è pronto per essere incorporato all'impasto, quindi rimettete in moto l'impastatrice, con il gancio stavolta e versate il lievito riattivato.
Lavorate l'impasto fino a completo assorbimento e dopo un paio di minuti terminare con il sale.



Incordate bene l'impasto e solo allora procedete con l'inserimento dei frijarielli sminuzzati e della salsiccia. Quando saranno ben distribuiti, arrotondate con un tarocco (sarà un po' appiccicoso, ma non troppo) e mettete a riposare.
Io ho optato per il frigo, anche a causa del poco tempo a disposizione, ma soprattutto per far maturare un po' i sapori: riposo in frigo 20 ore circa e a seguire ulteriori 2 ore per farlo acclimatare.
Non appena ha raggiunto la temperatura ambiente l'ho sgonfiato e formato con due serie di pieghe a 3, arrotondandolo per poi arrotolarlo per infilarlo in un banneton per terminare la lievitazione a temperatura ambiente (circa 2 ore).
Nel frattempo ho preriscaldato il forno a 270° con dentro un bel pentolone di ghisa: ebbene si, mi piaceva l'idea di ritornare un po' agli albori e cuocerlo in pentola. Appena l'impasto ha raggiunto il punto di lievitazione ottimale l'ho scaraventato nella pentola (ma con delicatezza eh!) chiuso con il coperchio, sempre in ghisa, e rimesso in forno abbassando la temperatura a 250°
Dopo 20 minuti ho scoperchiato e ho lasciato cuocere altri 40 minuti a 220°, gli ultimi 10 a spiffero.
Dopo essermi accertato, bussando sul fondo, che fosse cotto l'ho lasciato in piedi nel forno per farlo asciugare ancora un altro po'... e poi non ho resistito e l'ho aperto. Per il sapore vi dovete fidare di me, ma era lievemente amaro, grazie ai frijarielli, così come volevo, l'aspetto potete vederlo dalle foto. E' rimasto morbido per una settimana, non ha nemmeno accennato ad asciugarsi, poi è finito... non so dirvi se si sarebbe mantenuto morbido ancora ;)




Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Grassi



venerdì 8 agosto 2014

Pizza al piatto con autolisi, biga e tuorlo

Lunga pausa, per un nuovo esperimento!

Avevo bisogno di tempo, una pausa di riflessione. Così, ho voluto staccare la spina, allontanandomi da tutto, lievitati compresi, non avevo la testa da dedicare a nuove sperimentazioni. Poi, all'improvviso, l'irrefrenabile voglia di pizza, una buona pizza italiana, mi ha portata a riprendere in mano nozioni e strumenti. È bastato un "quasi quasi preparo l'impasto della pizza", detto in confidenza a Gigi, per iniziare uno scambio di proposte alternative. L'idea è partita da Gigi che ha suggerito di preparare un'autolisi da far maturare in frigorifero una settimana ed una biga da aggiungere in seguito. Avendo visto, una sera, una puntata di "Piacere Pizza" di Antonino Esposito, dove aggiungeva un uovo all'impasto, ed essendo curiosa di provare, ne ho parlato con Gigi ed insieme, siamo arrivati alla ricetta finale. Devo ammettere di essere stata indisciplinata e di aver agito di testa mia in alcune fasi, ma il risultato è stato più che soddisfacente.

Ingredienti autolisi:

200 g di farina 0 
200 g di acqua

Ingredienti biga:

300 g farina
2 g lievito di birra compresso
132 g di acqua

Ingredienti impasto finale:

autolisi
biga
un tuorlo
10 g di sale
3 cucchiai d'olio

Procedimento:

Iniziate con l'autolisi. Mettete la farina e l'acqua in un contenitore capiente e mescolate bene con un mestolo di legno, fino ad amalgamare gli ingredienti. Coprite il contenitore con pellicola alimentare e lasciate riposare un'oretta prima di porlo in frigorifero. Dimenticatevene per 48 ore.

Procedete con la biga, il giorno dopo aver preparato l'autolisi. Impastate la farina, il lievito e l'acqua fino ad ottenere un impasto compatto. Non preoccupatevi se lo vedrete poco idratato e manipolabile, questa consistenza sarà giusta per compensare la fluidità dell'autolisi. Mettete l'impasto in un contenitore, copritelo con pellicola alimentare, lasciatelo lievitare un'ora a temperatura ambiente, prima di porlo in frigorifero per circa 12 ore.

Impasto finale. Trascorse le ore di riposo di autolisi e biga, ponete l'autolisi nella macchina del pane o nella planetaria, avviate il programma, aggiungete a pezzetti la biga e fate incordare (ci vorrà un pò di tempo, io ho dovuto avviare due volte il programma impasto della macchina del pane). Vorrei precisare che ho usato entrambi gli impasti, autolisi e biga, freddi, appena tolti dal frigorifero, secondo me, in questo modo, si evita il surriscaldamento dell'impasto con l'eventuale rottura della maglia glutinica. Una volta che autolisi e biga si sono amalgamati bene e che l'impasto si è incordato, aggiungere, poco per volta, il tuorlo d'uovo leggermente sbattuto. Una volta che tutto il tuorlo è stato assorbito, aggiungere il sale ed infine l'olio, sempre poco per volta.
Terminato il programma, trasferire l'impasto in un contenitore e lasciarlo puntare all'aria per 15 minuti. Trascorso il tempo, riprendere l'impasto e rilavorarlo. Rimetterlo a puntare per altri 15 minuti, rilavolarlo e rimetterlo a puntare per altri 15 minuti, sempre all'aria, senza coprirlo. Successivamente, dividerlo in panetti, io ne ho fatti 4 da circa 210 g l'uno. Pirlare i panetti, spennellarli con pochissimo olio e metterli tutti in contenitore leggermente unto d'olio. Coprire il contenitore con pellicola alimentare, lasciare lievitare un'ora a temperatura ambiente, poi porre in frigorifero per circa 9 ore. Un'ora prima di stendere la pizza, tirare fuori i panetti e lasciarli ambientare a temperatura ambiente. Scaldare il forno al massimo della temperatura, meglio se per un'oretta. Infarinare bene il piano di lavoro e la superficie del panetto e stendere assotigliando il centro e lasciando il bordo più ciccioso. Condire con salsa di pomodoro, salare leggermente, condire a piacere, mettere la mozzarella ed infornare al massimo della temperatura per circa 7 minuti.



Il piacere di questa ricetta non è stato solo il risultato ottenuto da una pizza dal gusto eccezionale, ma dal fatto che un'amica, Monica, ha voluto replicare ottenendo dei risultati sorprendenti, migliori dei miei, per questo le ho chiesto di poter pubblicare le sue foto! Ciò che vedrete vi invoglierà a provare, sicuro al 100%!!! ;)


Buon appetito!

Manù